I preti non si possono sposare

preti-celibiIn una occasione Gesù si espresse contro i capi religiosi dei suoi giorni con parole molto aspre: "... si sono seduti sul seggio di Mosè. Perciò fate e osservate tutte le cose che vi dicono, ma non fate secondo le loro opere, poiché dicono ma non fanno. Legano gravi carichi e li mettono sulle spalle degli uomini, ma essi stessi non li vogliono muovere neppure col dito." (Matteo 23:2-4).

Queste parole valgono anche per la nota consuetudine di imporre il celibato ai preti? È una disposizione bibblica o un inutile carico legato sulle spalle di tali uomini, alcune volte con conseguenze drammatiche?

Con il Concilio romano del 386, infatti, venne per la prima volta stabilito che vescovi e sacerdoti sposati non potessero più convivere con le proprie mogli. La norma fu ampiamente disattesa durante il Medioevo, anche se, in epoca carolingia si tentò, ripetutamente, di farla rispettare. Il Sinodo di Pasqua del 1049 a Reims, insieme ad altri che si susseguirono negli stessi anni, fu un'ulteriore occasione per ribadire severamente la regola del celibato. Il celibato ecclesiastico, caldeggiato da più parti, divenne effettivamente vincolante solo con il Concilio di Trento, che ne sancì, in forma inequivocabile, l'obbligo, per tutti coloro che dovessero essere ordinati sacerdoti.

Cosa insegnainvece la Bibbia?

Benché incoraggi, quando possibile, ilcelibato, la Bibbia è completamente estranea all'obbligo del celibato per chi riveste cariche religiose specifiche.
Anzi Paolo, in 1° Timoteo 3:2-4, raccomanda: "Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie... che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi".

Più avanti, al versetto 12, si legge: "I diaconi siano mariti di una sola moglie, e governino bene i loro figli e le loro famiglie".

Di Pietro per esempio si nara la suocera

Perciò la Bibbia autorizza anche i “vescovi” a sposarsi e ad avere figli. Può una legge umana che va esplicitamente contro la Parola di Dio ricevere la Sua benedizione?

Fonti estra-bibbliche

Il “Corriere della Sera” del 15 aprile 1980 riporta una lettera che un teologo scrive al papa:

“Sia Gesù che Paolo garantiscono esplicitamente la piena libertà di ogni singolo individuo [di rimanere celibe]. ‘Ciascuno ha il proprio carisma da Dio, chi uno, chi un altro’ (1° Corinzi 7:7). Con questa libertà esplicitamente garantita — celibato come libero carisma — contrasta una legge generale del celibato imposta al clero.

La tradizione antica conferma la Scrittura: Pietro, al quale Lei, nel Suo ministero, si richiama in maniera particolare, e gli Apostoli erano e rimasero — lo attesta lo stesso Paolo — sposati anche nella perfetta sequela di Gesù. E questa, fin oltre il primo millennio, è rimasta il modello per vescovi e preti.

Il celibato carismatico, che ebbe il suo posto originario soprattutto nelle comunità monastiche, nei secoli successivi è stato frainteso come esplicito divieto del matrimonio ed esteso a tutto il clero”.

L'insidia di questa bugia

Legare gravi carichi e metterli sulle spalle degli uomini, per usare le parole di Gesù, può avere conseguenze disastrose, come fornicazione o addirittura adulterio o peggio.

L'apostolo Paolo parlò del "pericolo dell'incontinenza" e dell'importanza, per chi ne sente il bisogno, di una vita sessualmente attiva con il proprio coniugge affinchè il diavolo "non ci tenti nei momenti di passione." (1° Corinti 7:2-5)