I falsi amici della Bibbia

falsi-amici-della-bibbiaQuasi 20 anni dopo la morte di Cristo l'apostolo Paolo profetizzo qualcosa che dovrebbe riguardarci molto da vicino; parlando del Giorno del Signore predisse che prima ci sarebbe stato un periodo di dilagante apostasia (2° Tessalonicesi 2:3).

L'apostasia era già "all'opera" nel primo secolo, ma i discepoli agivano da "restrizione" per tale fenomeno. Alla morte dell'ultimo apostolo, Giovanni, alla fine del 1° secolo, questa apostasia non avrebbe avuto più un freno (versetti 6 e 7) finchè la presenza di Cristo non la riveli al tempo stabilito (versetto 8).

Questa profezia sta quindi prevedendo un periodo di tenebre spirituali in cui la Bibbia non sarebbe stata certo tenuta in grande considerazione. Questo è accaduto? Analiziamo qualche esempio:

Un ottimo esempio

Agli Ebrei Cristiani del primo secolo cominciava ad apparire evidente che la circoncisione non era più un requisito per essere accetti a Dio. Come considerare quindi gli stranieri incirconcisi che abbracciavano il cristianesimo?

La Bibbia spiega che nel 49 d.C. "gli apostoli e gli anziani (anche loro Ebrei circoncisi) si riunirono per esaminare la questione" (Atti 15:6). Risultato? "Di comune accordo" arrivarono alla conclusione che la circoncisione non era richiesta ai gentili (cioè non Ebrei) che volevano diventare cristiani. Come poterono riuscirci? Tutti rispettavano la Parola di Dio e la utilizzaro come base su cui confrontare le proprie opinioni.

Cosa accadde dopo?

Come venero affrontate successivamente le questioni bibbliche?

La profezia sull'apostasia è anche descritta in Atti 20:30 con le seguenti parole: "anche tra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli".

Una enciclopedia riscontra: "I cristiani che avevano una certa dimestichezza con la filosofia greca cominciarono a sentire il bisogno di esprimere la loro fede nei suoi termini, sia per propria soddisfazione intellettuale che per convertire i pagani istruiti". (The New Encyclopædia Britannica)

Vediamo qualche esempio pratico: l'identità di Cristo.

La Bibbia lo chiama Figlio di Dio, mentre i fautori della filosofia greca sostenevano che egli fosse Dio. La questione fu discussa in una serie di concili ecclesiastici.
Si sarebbe potuta risolvere abbastanza facilmente se i partecipanti avessero dato il giusto peso alle Scritture, ma la maggior parte non lo fece. In realtà, tutti prendevano una decisione prima ancora di arrivare, e se ne andavano ancor più radicati nelle loro posizioni, senza chiedersi minimamente cosa insegnava la Bibbia.
Di conseguenza, la tradizione della Chiesa e le opinioni di autorità più tarde presero il posto dei Vangeli. Ancora oggi, molti ecclesiastici elevano le parole non ispirate dei cosiddetti Padri della Chiesa al di sopra della Parola di Dio. Probabilmente ve ne siete resi conto se avete affrontato il tema della Trinità o altri principi bibblici confutati in questo sito con un teologo.

Una caratteristica notevole dei dibattiti che si tenevano a quei concili era l’ingerenza degli imperatori romani. Il prof. Richard E. Rubenstein ha scritto riguardo al Concilio di Nicea: “Costantino aveva favorito e arricchito [i vescovi] oltre le loro più rosee speranze. In meno di un anno il nuovo imperatore aveva reso o ricostruito quasi tutte le loro chiese [e] restituito loro la posizione e gli onori di cui erano stati privati. . . . Aveva accordato agli ecclesiastici cristiani i privilegi che in passato erano concessi ai sacerdoti pagani”. Di conseguenza, “Costantino era in grado di influenzare fortemente, se non di pilotare, il corso degli avvenimenti a Nicea”. Stando a Freeman, “era stato così stabilito il precedente in base al quale l’imperatore poteva intervenire non solo per rafforzare la Chiesa, ma anche per influenzarne la dottrina”. (confronta Giacomo 4:4).

Nel frattempo “grano” e le “zizzanie” crescono insieme

In una parabola, Gesu indicò che a partire dal 1° secolo ci sarebbe sempre stato qualche vero cristiano sulla terra. Paragonò questi cristiani a “grano” che sarebbe cresciuto insieme a “zizzanie” (Matt. 13:30). In questa parabola il grano si sarebbe confuso con le zizzanie e solo alla mietitura, o al tempo fissato, il grano sarebbe divenuto realmente distinguibile, come categoria, dalle zizzanie.

Mentre i dignitari ecclesiastici trovavano difficile determinare l’esatta identità di Gesù Cristo, molte persone comuni non avevano problemi del genere. Dato che non erano interessate a riempirsi le tasche con l’oro dell’imperatore o a fare carriera nella gerarchia ecclesiastica, riuscivano a vedere le cose in modo più obiettivo, alla luce delle Scritture. E, come è noto, questo è ciò che fecero. Un teologo dell’epoca, Gregorio di Nissa, fece questo commento ironico sulla gente comune: “Mercanti di stoffe, cambiavalute e venditori di cibo sono tutti teologi. Se domandate il valore dei vostri soldi, qualche filosofo vi spiegherà che il Figlio è diverso dal Padre. Se chiedete il prezzo del pane, la risposta sarà che il Padre è maggiore del Figlio. Se volete sapere se il bagno è pronto, vi diranno che il Figlio è stato creato dal nulla”.
A differenza dei membri della gerarchia ecclesiastica, molte persone comuni sostenevano le loro conclusioni usando la Parola di Dio. Gregorio di Nissa e i suoi pari avrebbero fatto bene ad ascoltarli!

grano-tra-le-zizzanieNaturalmente non possiamo sapere con certezza quali persone o gruppi abbiano fatto parte della classe del grano, ma possiamo affermare che ci sono sempre state persone che hanno coraggiosamente difeso la Parola di Dio e smascherato gli insegnamenti non scritturali delle chiese. Consideriamo alcuni esempi.

L’arcivescovo Agobardo di Lione (779-840) si espresse contro il culto delle immagini, le chiese dedicate ai santi nonchè le liturgie e le pratiche  antiscritturali della Chiesa.

Il vescovo Claudio di Torino, suo contemporaneo, respinse la tradizione della Chiesa e si oppose alle preghiere rivolte ai santi e alla venerazione delle reliquie. Nell’11° secolo l’arcidiacono Berengario di Tours subì una scomunica per aver rifiutato la dottrina cattolica della transustanziazione. Sostenne inoltre la superiorità della Bibbia sulla tradizione della Chiesa.

Nel 12° secolo, Pietro di Bruys ed Enrico di Losanna si distinsero per il loro amore per le verità bibliche. Il primo abbandonò il sacerdozio perché non riusciva a conciliare con le Scritture gli insegnamenti cattolici riguardanti il battesimo dei neonati, la transustanziazione, le preghiere per i morti e il culto della croce.

Nel 1140 le sue convinzioni gli costarono la vita. Da parte sua, Enrico di Losanna, un monaco, condannò le pratiche corrotte della Chiesa oltre agli aspetti non scritturali della liturgia. Fu arrestato nel 1148 e trascorse il resto dei suoi giorni in prigione.
17 Più o meno nello stesso periodo in cui Pietro di Bruys fu arso vivo per aver osato criticare la Chiesa, nacque un uomo che avrebbe dato un grande contributo alla diffusione della verità della Bibbia. Era conosciuto con il nome di Valdès, o Valdo.  A differenza di Pietro di Bruys ed Enrico di Losanna era un laico, ma apprezzava a talpunto la Parola di Dio che si spogliò dei suoi beni e dispose di far tradurre alcune parti della Bibbia in una lingua parlata nella Francia sud-orientale. Alcuni furono così entusiasti di ascoltare il messaggio della Bibbia nella loro lingua che rinunciarono anch’essi ai loro possedimenti e  dedicarono la vita a parlare ad altri della verità contenuta nella Bibbia. La Chiesa non gradì affatto e nel 1184 questi uomini e donne zelanti, chiamati in seguito valdesi, furono scomunicati dal papa e cacciati dalle loro case dal vescovo. Questo non fece altro che favorire la propagazione del messaggio della Bibbia in altre zone. Alla fine i seguaci di Valdo, di Pietro di Bruys e di Enrico di Losanna, come pure altri dissidenti, si diffusero in molte parti d’Europa.

Nei secoli successivi sorsero altri sostenitori della verità della Bibbia: John Wycliffe (ca. 1330-1384), William Tyndale (ca. 1494-1536), Henry Grew (1781-1862) e George Storrs (1796-1879).

Finalmente nel 1870 un gruppo di sinceri studenti della Bibbia iniziò a cercare la verità. Qual era il loro metodo di studio? Uno di loro proponeva un quesito. Ne parlavano. Cercavano tutti i versetti attinenti e poi, quando erano convinti che fossero tutti in armonia, giungevano a una conclusione e ne prendevano nota. Ciò che fecero non fu una noiosa disquisizione teologica su aridi dettagli di scarsa importanza, ma un sano dibattito dottrinale. L’esito non fu influenzato da preferenze personali e pregiudizi. Adesso qualcuno, come gruppo organizzato, stava cominciando a cercare la Verità nell'unico libro che la può contenere.

È degno di nota che la profezia prevedeva apostasia senza freno e quindi buio spirituale "finchè la presenza di Cristo non la riveli al tempo stabilito". Se oggi milioni di uomini si rendono conto dell'incongruenza tra gli insegnamenti della Chiesa e le Sacre Scritture allora anche questo aspetto della profezia, inerente alla presenza di Cristo, deve essersi adempiuto. In altre parole, questo sito è frutto di pagine scritte dalla fine del 19° secolo ad oggi; non sarebbe mai potuto esistere nel 1700 così come lo vedete oggi.