Tutti i Buoni vanno in cielo

paradisoDurante Sanremo 2012 sono sorte un po' di polemiche per le accuse rivolte ad alcuni noti periodici di carattere religioso perché non danno la giusta rilevanza al nostro futuro dopo la morte.

Purtroppo anche in quel contesto è emerso un po' di confusione per quanto riguarda la vera vita promessa da Dio. È opinione comune che le promesse fatte all'uomo riguirdano un paradico in cielo, che raggiungeremo dopo la nostra dipartita da questa vita carnale. Cosa ci aspetta in quel nuovo contesto non è ben chiaro, ne esattamente chi ci ancdrà e cosa faremo.

Cosa insegna invece la Bibbia?

Non solo la Bibbia parla molto accuratamente del futuro che Dio ha in serbo per l'umanità, ma ne sottolinea l'importanza di tenerlo quotidianamente in mente con le parole di Ebrei 12:2 "Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce...". Il nostro Padre Celeste sa che anche noi possiamo sopportare le sofferenze di questi difficili giorni tenendo la mente rivolta alle gioie che ci attendono, per questo ne fa una vivida descrizione, che noi possiamo comprendere molto bene se teniamo in mente l'originale proposito di Dio per l'uomo riportato in Genesi 1:28 "Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra...".

Dio ha forse cambiato i suoi piani lasciando che uomini avidi distruggano la sua creazione sulla terra?

No, infatti in Salmi 104:5 ci viene fatta la promessa: "Egli ha fondato la terra sulle sue basi: essa non vacillerà mai".

Cristo aveva molto a cuore le condizioni della terra infatti insegnò a pregare: "...venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra" (Matteo 6:10).

Visto che la volontà di Dio era che l'uomo vivesse per sempre in un paradiso terrestre le parole di Gesù facevano allusione proprio a questa futura condizione della terra.
Questo è esplicitamente dichiarato in:

  • Salmi 37:29 che promette: "I giusti erediteranno la terra e l'abiteranno per sempre"
  • Isaia 35:6 che dice: "allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto canterà di gioia; perché delle acque sgorgheranno nel deserto e dei torrenti nei luoghi solitari; il terreno riarso diventerà un lago, e il suolo assetato si muterà in sorgenti d'acqua; nel luogo dove dimorano gli sciacalli vi sarà erba, canne e giunchi"

  • Salmi 67:6 che promette: "La terra produrrà il suo frutto; Iddio, l'Iddio nostro ci benedirà" (Diodati)

  • Salmi 72:16 che promette: "Vi sarà abbondanza di grano nel paese, sulle cime dei monti. Ondeggeranno le spighe come fanno gli alberi del Libano e gli abitanti delle città fioriranno come l'erba della terra" (Nuova Riveduta)

  • Isaia 65:21 che promette: "Fabbricheranno case e le abiteranno, pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. Non fabbricheranno perché un altro vi abiti, né pianteranno perché un altro mangi, poiché quali i giorni dell'albero, tali i giorni del mio popolo. I miei eletti useranno a lungo quanto è prodotto dalle loro mani"

  • Isaia 11:6 che promette: "Il lupo abiterà con l'agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà. La vacca pascolerà con l'orsa, i loro piccoli si sdraieranno assieme,e il leone mangerà il foraggio come il bue. Il lattante giocherà sul nido della vipera, e il bambino divezzato stenderà la mano nella buca del serpente. Non si farà né male né danno su tutto il mio monte santo, poiché la conoscenza del SIGNORE riempirà la terra, come le acque coprono il fondo del mare"

  • Osea 2:18 che promette: "Quel giorno io farò per loro un patto con le bestie dei campi, con gli uccelli del cielo e con i rettili del suolo; spezzerò e allontanerò dal paese l'arco, la spada, la guerra, e li farò riposare al sicuro"

  • Apocalisse 21:3 che promette: "Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate"

  • Isaia 2:4 che promette: "Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra"

Queste sono solo alcune delle magnifiche promesse di Dio per il nostro futuro e tutte prevedono una vita più che soddisfacente sulla terra, il capolavoro creativo nell'universo, ripulita dalla malvagità.

D'altronde è pure la cosa più ovvia: se avreste affittato la casa ad inquilini che la deturpano, distruggereste la casa e ne riedifichereste un'altra o cambiereste inquilini? Il proposito di Dio di far vivere i suoi figli in un paradiso terrestre non è cambiato ma solo rimandato.

In quest'articolo risulta fuori tema spiegare il perché per ora queste condizioni non sono presenti o quando e in che modo si verificheranno. Si sottolinea solo la credenza che tutti i buoni vivranno in cielo non trova riscontro nella Bibbia. Per ulteriori informazioni contattatemi privatamente.

Un super testimone

in Matteo 5:5 Gesù Cristo stesso disse chiaramente: "Beati i mansueti, perché erediteranno la terra".

Un po' dopo, in Giovanni 5:28-29 si legge: "Non vi meravigliate di questo; perché l'ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio"

Gesù indicò che realmente un "piccolo gregge" di uomini sarà destato dopo la morte con un corpo spirituale per regnare in cieo in cielo con lui, ma non asserì mai che tutti i buoni vadano in cielo.

In Matteo 11:11 Gesù fece notare: "In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui". Con queste parole Gesù fece capire che Giovanni il Battista, già defunto, non era andato in cielo, in quanto benché il più grande tra gli uomini nati di donna (per il priveggio di capire molte profezie e di preparare la strada al Messia stesso) godeva di minor privileggi del più piccolo nel regno dei cieli.

Le Scritture Ebraiche non avevano mai dato motivo agli ebrei fedeli di aspettarsi una ricompensa celeste. Quelle Scritture additavano la restaurazione del Paradiso qui sulla terra, per questo Gesù dovette spiegare dettagliatamente che un numero limitato di uomini avrebbe ricevuto una rcompensa diversa.

Cosa capirono i suoi apostoli?

In Apocalisse 5:10 Giovanni scrive: "e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e dei sacerdoti; e regneranno sulla terra"

In 1° Corinzi 6:2 Paolo invece spiega: "Non sapete che i santi giudicheranno il mondo?"

Evidentemente gli era chiaro che avrebbero regnato dal cielo sulla popolazione umana terrena.

L'insidia di questa buggia

Sono molti i testi bibblici che sostengono l'importanga di tenere lo sguardo al premio (Filippesi 3:14; Luca 9:62)

Se Gesù sopporto le sofferenze per la gioia che gli fu posta dinanzi, tale gioia ci viene tolta a noi oscurando il magnifico proposito che Dio ha in serbo per l'umanità, sostituendolo con una prospettiva per niente chiara e che non desideriamo essendo stati creati per vivere sulla terra.

È difficile crede a qualcosa che non possiamo neanche immaginare.

Qualche giorno fa un ragazzo mi ha detto che aveva per me 2 notizie, una buona e una cattiva: quella cattiva era che Dio non esiste, quella buona era che non ne avevamo bisogno. Quanto si sbagliava!

Se noi non abbiamo ben chiaro cos'è "la vera vita" (1° Timoteo 6:19) tutto quello che ci rimane è questo sistema effimero e pieno di sofferenze. Sarebbe perciò facile affannarsi a vivere solo per il presente, cercando di soddisfare ogni nostro desiderio ad ogni costo per poi aspettare che la vita termini inesorabilmente.

La consapevolezza che i nostri sogni li potremmo realizzare in un paradiso in condizioni perfette farà nascere un immenso senso di gratitudine per il nostro amorevole Padre Celeste e ci aiuterà a sopportare le difficoltà che la vita attuale ci riserva. Sarà poi istintivo volerci documentare su come questo accadrà e come potremo prepararci per questo straordinario cambiamento.