Gesù è nato il 25 Dicembre

neonato-25-dicembreSono ormai tantissimi i Cristiani che festeggiano il 25 Dicembre credendolo il giorno della nascita di Cristo. L'atmosfera natalizia è molto sentita anche nella nostra nazione dove, in tale periodo, vengono preparate ricorrenze religiose in onore alla straordinaria nascita.

Cosa insegna invece la Bibbia?

Non solo la Bibbia non riporta la data di nascita di Gesù ma i pochi indizzi che la Bibbia ci fornisce rendono molto improbabile la collocazione di tale evento in data 25 Dicembre:

Luca 2:8 per esempio rivela: "Ora in quella stessa regione c'erano dei pastori che dimoravano all'aperto, nei campi, e di notte facevano la guardia al loro gregge". In autunno, già nel mese di bul (ottobre-novembre) iniziava la stagione delle piogge (De 11:14), e di notte i greggi venivano messi al riparo. Il mese successivo, chislev (il nono mese del calendario ebraico, novembre-dicembre) era un mese freddo e piovoso (Geremia 36:22 parlando di quel mese dice: "Il re sedeva nel palazzo d'inverno - si era al nono mese - con un braciere acceso davanti."), e durante il mese di tebet (dicembre-gennaio) si registravano le temperature più basse dell’anno, con occasionali nevicate sulle alture.

Inoltre Luca 2:1-3dice: "In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra... Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città." Un’altra prova contraria a una data in dicembre è il fatto che sembra assai improbabile che l’imperatore romano scegliesse un mese invernale, piovoso, per far andare i suoi sudditi ebrei (spesso ribelli) a farsi registrare “ciascuno nella propria città”.

Non è un caso che il giorno esatto della nascita di Gesù non è citato nella Bibbia, che spesso è molto accurata nelle date di avvenimenti davvero significativi. Questo perché i primi cristiani non festeggiavano i compleanni.

Un'opera di consultazione spiega: “In tempi posteriori gli ebrei considerarono le feste di compleanno come parte di un'adorazione idolatrica, opinione che sarebbe stata abbondantemente confermata da ciò che vedevano nelle comuni usanze seguite in tali occasioni”. — The Imperial Bible Dictionary, a cura di Patrick Fairbairn, Londra, 1874, Vol. I, p. 225.

I compleanni affondano le loro origini in credenze antiscritturali, pagane, farcite di spiritismo e gravide di simbolismi con significati sgraditi a Dio.
Nella Bibbia si fa riferimento solo due volte a feste di compleanno (Genesi 40:20-22 e Matteo 14:6-10) e in entrambi i casi tale festa veniva celebrata da persone che non servivano di Dio (ed entrambe le giornate di festa furono caratterizzate da un'esecuzione capitale).

Fonti estra-bibbliche

Un’opera di consultazione afferma: “Nei primi tempi, i cristiani non solo non provavano disagio per l’ignoranza della data di nascita di Gesù, ma neppure sentivano il bisogno di festeggiare” la sua nascita. (Oscar Cullmann, Studi di teologia biblica, trad. di E. Zerbino, Editrice A.V.E., Roma, 1969, p. 33.)

Il Dizionario Ecclesiastico della U.T.E.T. (1953-1958), dice: “Riguardo al giorno e al mese di questa nascita [di Gesù] i Vangeli sono muti . . . l’introduz. nella liturgia del 25/12 come festa della Natività di Cristo non sarebbe avvenuta che in vista di opporre una festa cristiana alla festa pagana della nascita di Mitra (solis invicti) celebrata il 25/12 nel paganesimo del sec. III e IV”. — Vol. II, p. 1102.

Un libro afferma: “Le greggi . . . l’inverno lo passavano negli ovili, e basta questo particolare per dimostrare che la tradizionale data del Natale in inverno non ha molte probabilità di essere esatta, poiché il Vangelo ci dice che i pastori erano nei campi”. — La vita quotidiana in Palestina al tempo di Gesù, di Daniel-Rops, Mondadori, 1986, trad. di Michele Lo Buono, p. 266.

Il Dizionario Enciclopedico Italiano di G. Treccani (1955-1961) dichiara: “Si riconosce ormai universalmente che una festa della natività di Gesù Cristo è ignota ai Padri dei primi tre secoli e che manca una tradizione autorevole circa la data della sua nascita . . . Nella scelta del 25 dic. come giorno del Natale del Salvatore ebbe certo molta influenza il calendario civile romano che dalla fine del sec. 3° celebrava in quel giorno il solstizio invernale e il natale del ‘sole invitto’ (Dies natalis invicti solis) — Vol. VIII,

La Grande Enciclopedia De Agostini (1972-1978) afferma: “Si celebrava [presso i romani] anche il n. [natale] di certe divinità di cui era significativa la ‘nascita’ (p. es. del Sole Invitto e di Mithra). Per quest’ultimo dio il n. era celebrato il 25 dicembre e costituiva un’importante festa solstiziale, ereditata poi dal cristianesimo come n. di Cristo. I primi n. cristiani datano dall’inizio del sec. IV. Alla scelta del 25 dicembre contribuì anche il simbolismo naturale: festeggiare, cioè, nei giorni in cui la luce comincia a ricrescere, dopo il solstizio d’inverno, il n. di Cristo ‘sole di giustizia e di verità’, che dissipa le tenebre del mondo”. — Vol. XIII, p. 412.

L'insidia di questa buggia

Un credo contaminato dalla falsa religione in relazione a certe feste popolari, per esempio il Natale, non può permetterci di adorare Dio con cuore completo.

Ecco perché Efesini 5:10 ci esorta: “Continuate ad assicurarvi di ciò che è accettevole al Signore”.

Da quì, però, a prendere una data pagana per festeggiare una ricorrenza non richiesta ne gradita a Dio la strada è davvero lunga.

Basti pensare alla stella che videro solo alcuni astrologi (praticanti di magia, condannata da Dio) che "vennero da luoghi orientali", quindi dalle vicinanze di Babilonia e che provocò la strage di tutti i bambini maschi di Betleem (Matteo 2:1-18). Questa stella, che si fermò sulla casa del promesso messia, aveva il chiaro intento di aggevolare il proposito del Re Erode di annientare Gesù. È quindi logico che questa stella avesse una origine Demonica, ma oggi, con la pratica del natale, è ampiamente accettata in molte case di sedicenti Cristiani come decorazione di un albero, anch'esso pieno di simbolismi sgraditi a Dio.